Durante il periodo tardo romano (IV secolo d.C), venne costruita la celebre, e stupenda, Villa Romana del Tellaro, la residenza di una famiglia di grandi latifondisti. La villa è situata nei pressi del fiume dal quale prende il nome (Tellaro). Durante gli scavi effettuati negli anni ’70, vennero portati alla luce delle opere d’arte straordinarie (mosaici), sopravvissuti alla devastazione portata da un incendio avvenuto attorno al termine del IV secolo e che ricoprivano interamente i pavimenti della villa.

Il Mosaico della Villa Romana del Tellaro

Durante l’occupazione bizantina (tra il 535-555 d.C.), vennero costruiti svariati monumenti in tutto il territorio netino. Architetture celebri come: la Trigona di Cittadella dei Maccari, la Basilica di Eloro e la Cripta si San Lorenzo Vecchio.

Arrivando al termine dell’ottocento, iniziò il dominio arabo. Furono proprio gli arabi a fortificare il territorio e implementare le cospicue risorse commerciali ed agricole di questo territorio.

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Periodo Normanno-Aragonese

Nel 1091 Il territorio venne occupato dai normanni e fu proprio il figlio del Gran Conte Ruggero d’Altavilla a dare inizio alla creazione del castello e delle prime chiese cristiane. Fu invece il conte Isinbardo Morengia a far costruire il monastero cistercense di Santa Maria dell’arco.

Le mura del Castello Reale

Il 2 aprile 1282, quando la città passò sotto il dominio angioino, Noto partecipò all’insurrezione di quelli che vennero definiti i Vespri siciliani. Da quel momento in poi iniziarono le lotte furibonde tra le famiglie d’Aragona e Angiò. Entrambe desiderose di impadronirsi dei territori siciliani.

Durante il 1503, venne conferito a Noto il prestigioso titolo di “città ingegnosa,” data la massiccia presenza di importanti personaggi. Personalità di spicco che durante il ‘400 si distaccarono nei campi scientifico, artistico e letterario. Personaggi del calibro di Giovanni Aurispa, Antonio Corsetto, Antonio Cassarino, Matteo Carnalivari e Andrea Barbazio.

Il terremoto del 1693 e la costruzione della nuova Noto

Noto raggiunse l’apice del suo splendore attorno al 1693, proprio durante quell’anno, l’11 gennaio, un terremoto devastante mise fine all’epoca d’oro di Noto. Successivamente la città venne costruita secondo un progetto, che per motivi di sicurezza venne avviato 8km più a valle rispetto alla precedente città antica.

Per tale progetto vennero convocati  architetti, matematici ed ingegneri di grande fama a quel tempo. Tra questi è importante citare l’ingegnere militare olandese Carlos de Grunenbergh, il gesuita fra’ Angelo Italia,  il Famoso matematico netino Giovanni Battista Landolina, e l’architetto militare Giuseppe Formenti.

Grazie a questo nuovo piano non venne solamente curato l’aspetto urbanistico della città, ma venne prestata particolare attenzione anche allo sviluppo architettonico delle componenti cittadine. Proprio per questa motivazione giunsero in città molti maestri e scalpellini provenienti da ogni parte di Sicilia. Grazie al lavoro di organizzazione portato a termine da architetti di fama nazionale come Rosario Gagliardi, Vincenzo Sinatra, Paolo Labisi e Antonio Mazza, il centro storico di Noto è giunto fino a noi con le sue straordinarie bellezze.