Itinerario Archeologico – Culturale
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1° Tratto: Da Senis alla Fontana Spagnola (150 m)
Arrivare alla Fontana spagnola è semplicissimo: si attraversa la strada
statale 442, che lambisce la zona meridionale del paese e, dopo circa 150 m a
sud, in direzione del fiume (facilmente individuabile per la presenza di un
bosco di pioppi), appare la maestosa opera scultorea del '600, inserita proprio
all'interno del fiume, nell'argine della sponda sinistra.
La suggestione scaturita dalla visione della fontana, splendida dal punto di
vista artistico e importantissima sotto il profilo storico-culturale, aumenta
notevolmente in virtù del contesto e dello scenario in cui è inserita.
2° Tratto: Dalla Fontana Spagnola al Palazzo Baronale ed alla Torre Medioevale
(200 m)
Si ritorna indietro, verso il paese, per ammirare l'architettura storica e
militare del complesso architettonico costituito dal Palazzo Baronale, con
stalle annesse, e dalla torre medioevale, entrambi recentemente ristrutturati.
Le due strutture sono attigue, ma distanti dal punto di vista storico e
costruttivo: la torre medioevale è la sola costruzione che rimane, facente parte
di un castello e risale, con tutta probabilità al XIII° secolo; il palazzo
baronale e le stalle sono invece più recenti (XVIII° secolo) e costituiscono una
testimonianza dell'antica Baronia di Senis.
3° Tratto: Dal Palazzo Baronale - Torre Medioevale alla Chiesa di San Giovanni
(350 m)
Si continua sempre all'interno del tessuto urbano di Senis, verso il rione
alto della periferia settentrionale. Qui, in posizione decentrata ma dominante,
svetta, fra tutte le case del paese, la candida Chiesa di San Giovanni, con il
suo campanile a vela e la sua colorazione bianca. L'edificio risale al XIII°
secolo ed al suo interno custodisce opere di notevole rilievo artistico.
4° Tratto: Dalla Chiesa di San Giovanni al Nuraghe Senis Mannu (1000 m)
La salita continua e, dai 250 m s.l.m. della Chiesa di San Giovanni si
arriverà, dopo circa un chilometro di marcia, alla quota di 302 m s.l.m.
relativa alla costruzione megalitica del nuraghe Senis Mannu.
Questa torre è inserita in un campo a pascolo, ricchissimo di ferule alte più di
un uomo, ed è stata edificata migliaia di anni fa sovrapponendo blocchi di
roccia sedimentaria con la tecnica cosiddetta a Tholos: la cupola, crollata al
centro, è ancora visibile ed ammirabile nella sua perfezione costruttiva.
Dall'alto del nuraghe si gode di un punto di osservazione: a sud il profilo
tabulare della Giara ed a nord il colle di Santa Vittoria, meta del percorso.
5° Tratto: Dal Nuraghe Senis Mannu al Monte Santa Vittoria (400 m)
Poco meno di mezzo chilometro, ancora in salita, per visitare un sito ricco
di storia in cui, fra i campi e le siepi di lentisco ed olivastro, è possibile
scorgere i segni del passato.
Schegge di ossidiana e frammenti di terracotta emergono ovunque a testimoniare
la presenza dell'uomo sin dagli albori delle prime civiltà sarde.
In cima al colle (327 m s.l.m.) emergono i resti di un misterioso edificio
(forse un nuraghe), circondato da un antico villaggio abitato da genti
abilissime nello scolpire la dura pietra basaltica: a testimonianza di ciò il
ritrovamento di numerose macine perfettamente modellate, una delle quali ancora
in sito.