Appartenente a questo periodo storico è la torre Sveva, probabilmente la struttura più visitata e di maggior interesse della riserva di Vendicari. La sua costruzione dovrebbe essere stata portata a termina sotto il regno di Pietro d’Aragona, al tempo (1406-1438) conte di Alburquerque e duca di Noto.

Questo tipo di fortificazione venne reso necessario per tenere sotto controllo gli attacchi effettuati dai pirati barbareschi e saraceni. Era infatti comune che i pirati giungessero dal mare per saccheggiare costantemente i centri abitati posizionati sulla costa, spingendosi inoltre verso le campagne della Sicilia. Di conseguenza fu reso necessario implementare dei sistemi di fortificazione e di avvistamento che permettessero di identificare i pirati prima del loro arrivo sulle coste siciliane.

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Durante il corso dei secoli la struttura della torre venne modificata fino a raggiungere la forma nella quale è possibile apprezzarla in epoca moderna. La Torre Sveva restò in funzione fino al XIX secolo, quando venne infine inventato il telegrafo e questa tipologia di sistemi di difesa divennero obsoleti.

La tonnara di Vendicari e la sua storia

La Tonnara di Vendicari è una struttura costruita in epoca più recente, ma non per questo di minore interesse, conosciuta anche con il nome di Bafutu. Venne eretta durante il ‘700, quando si verificò un grande incremento di tonnare all’interno del territorio siciliano. La presenza massiccia di saline in questa regione facilitò l’attività della tonnara. Basti pensare che le prime saline si suppone risalgano all’epoca greca. Durante la sua storia, la tonnara visse dei periodi di grande splendore e periodi di totale inutilizzo. Nel corso del 1914 venne ristrutturata totalmente grazie all’aiuto economico patrocinato da un mobile della città di Avola, Antonino Modica Munafò.

Nel 1943, quando gli alleati sbarcarono sulle coste siciliane, la tonnara venne chiusa  completamente data la sua scarsa resa economica per quanto riguardava il commercio del tonno. Oggigiorno resta una struttura affascinante come testimonianza saliente e unica della tradizione siciliana della pesca, un’arte che si perde nel tempo e che fortunatamente è arrivata fino a noi anche grazie a testimonianze come quelle della tonnara di Vendicari.